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Manuale di diritto dei beni culturali e del paesaggio

COD: 9788824439091 Categorie: , , Tag: , ,

Esaurito

Descrizione

Lo sviluppo della normativa sui beni culturali ha trovato conferma anche nell’ultima legislatura, incidendo con diversi provvedimenti in settori significativi della disciplina. Esempio evidente è la L. 12 luglio 2011, n. 106 di conversione del D.L. 13 maggio 2011 n. 70 che attuando le prime disposizioni urgenti per l’economia ha inciso profondamente la tutela del patrimonio culturale, dilatando — senza apparente giustificazione — il limite temporale necessario per il riconoscimento di una cosa come bene culturale. In realtà, già da questa prima notazione si può trarre l’osservazione che il dato economico è penetrato profondamente anche nel tessuto strutturale della disciplina dei beni culturali. L’attenzione a questo aspetto si è manifestata in diversi punti del Codice dei beni culturali, come ad esempio nell’ambito dei contributi statali, oggetto di una morsa senza precedenti, vista l’attuale situazione di crisi economica globale che attraversa anche il nostro Paese.
In questa direzione, ad esempio, deve essere analizzata la disposizione che prevede l’ammissione degli interventi conservativi su beni culturali ai contributi statali in base alle risorse disponibili (art. 42, comma 1, L. 4 aprile 2012, n. 35 in materia di semplificazione e di sviluppo). Nello stesso periodo si è diffusa la notizia che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali dovrà restituire qualcosa come 70 milioni di euro che giacciono nelle contabilità speciali senza essere stati spesi a livello territoriale: ciò porterà ad un ulteriore e significativo impoverimento di risorse pur destinate al patrimonio culturale. Sulla stessa scia si devono segnalare anche i successivi interventi in materia di spending review che, oltre a prevedere tagli agli organici ministeriali, con il D.L. 6 luglio 2012, n. 95 hanno determinato l’abolizione di ARCUS s.p.a. con buona pace di quanti avevano visto in questa società un trasferimento di risorse economiche importanti al settore culturale. Altra conseguenza diretta della spending review è la previsione contenuta nella legge di conversione n. 135 del 7 agosto 2012 che all’art. 1, comma 26-ter ha stabilito per un triennio la sospensione della concessione di contributi statali a favore di chi abbia effettuato interventi di restauro su beni culturali di appartenenza. Paradossale, infine, sempre nella stessa ottica, la previsione della cancellazione dei Comitati tecnico-scientifici ed il conseguente passaggio di funzioni alle Direzioni generali del MiBAC.
Si sono altresì susseguite novità sia con riferimento agli aspetti penalistici della tutela sia con riferimento alle sponsorizzazioni finanziarie, introdotte nel sistema dopo l’affaire del Colosseo.
Il quadro delle novità è stato arricchito da interventi del Legislatore, volti non soltanto ad arginare la crisi economica che sta investendo anche il patrimonio culturale, ma anche ad integrare aspetti importanti della tutela e della valorizzazione. Si segnala, tra gli altri, la istituzionalizzazione di accordi con musei stranieri per la restituzione reciproca di opere che si trovano in territorio straniero.
Ulteriori novità sono state realizzate anche nel settore del paesaggio con interventi di semplificazione, ad esempio, sulle autorizzazioni paesaggistiche. La stessa giurisprudenza è intervenuta in questo periodo di tempo con decisioni significative sul complesso delle disposizioni del Codice: di esse si darà conto nel corso del volume a partire dalla sentenza n. 2494 del 26 maggio 2011, con cui l’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato ha ribadito la necessità della verifica di interesse culturale per quei beni di soggetti che abbiano subito processi di privatizzazione. Si prevedono inoltre nel breve termine ulteriori modifiche al regolamento di organizzazione del Ministero — D.P.R. n. 233/2007, come modificato dal successivo D.P.R. n. 91/2009 — nella prospettiva di una riorganizzazione generale — l’ennesima — del Ministero che diminuisca le Direzioni generali centrali, ivi compresa quella ormai nota Direzione sulla valorizzazione che, a conti fatti, sembra essere stata realizzata più per motivi politici che tecnici. Da ultimo non si può fare a meno di segnalare la L. 14 gennaio 2013, n. 7 con cui si sono poste le basi per risolvere definitivamente la disciplina transitoria per il conseguimento della qualifica di restauratore.
In definitiva, la disciplina dei beni culturali si segnala ancora una volta foriera di novità significative che devono essere ben conosciute dall’operatore di settore per una migliore comprensione degli indirizzi verso i quali si sta dirigendo il patrimonio culturale del nostro martoriato Paese, dove i confini di tutela e riconoscimento sembrano assottigliarsi sempre di più.

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Dettaglio prodotto

  • ISBN : 9788824439091
  • Anno di Pubblicazione : 2013

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